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Ико Паризи из буклета выставки

 

Ico Parisi (Palermo 1916 - Como 1996) è stata una delle figure di spicco della cultura comasca del'900. Già attivo presso lo studio Terragni nel 1936, si laurea in architettura a Losanna nel 1950. Opera poi come architetto (si ricordano, fra gli altri, il Padiglione soggiorno della Triennale di Milano, 1954, la chiesa di Santa Maria dell'Osa a Fonteblanda di Grosseto, 1962, e le numerose abitazioni private), come designer (mobili, oggetti, vetri, ecc.), come "uomo delle utopie" che affronta presente e futuro con una serie di proposte provocatorie e ironiche. A lui e al suo lavoro hanno prestato attenzione la Biennale di Venezia (1976), la Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma (1979), il Musée d'Ixelles (1980), Documenta a Kassel (1982), il Centre Pompidou di Parigi (1983), il Padiglione d'Arte Contemporanea di Milano (1986), la Galleria Civica di Modena (1990 e 1994), la Pinacoteca Civica di Como (1995).

Nei suoi interventi, Parisi, indubbio protagonista della ricerca tra architettura e arte che caratterizzò gli ultimi decenni del secolo scorso, ha sempre coinvolto gli amici artisti, inserendo spesso il loro lavoro nelle sue architetture o semplicemente promuovendone l'opera.

La mostra proposta da Roberta Lietti Arte Contemporanea di Como segue le esposizioni dedicate nel 1992 ai mobili zoomorfi e nel 1994 ai nudi di Parisi e vuole "ritrovare" con lui - affettuosamente chiamato il Pa' dagli amici - quegli artisti che ne hanno accompagnato l'attività negli anni "storici" Cinquanta-Settanta, artisti con cui si realizzò un profondo sodalizio d'arte e di amicizia.

L'attività di Parisi è documentata nella rassegna da fotografie di interventi urbani e installazioni, ma soprattutto attraverso disegni, chine, vetri e ceramiche che ne illustrano il versante creativo, di artista e di designer.
In parallelo, per tracciare relazioni e contatti, ecco opere di personaggi fondamentali dell'arte italiana del dopoguerra, come Lucio Fontana, Fausto Melotti, Fulvio Bianconi, Mario Radice, Francesco Somaini e ancora Giò Ponti, Umberto Milani e Luigi Veronesi, provenienti in buona parte dallo studio e dalla casa di Ico Parisi.

Due disegni di Boccioni, inoltre, segnalano l'interesse di Parisi per questo maestro, scomparso nello stesso anno della sua nascita, che, non a caso, fu scelto per aprire (con una bella mostra di disegni, appunto) la stagione feconda de "la Ruota" di via Diaz, lo spazio di proposta di arte e design gestito da Ico Parisi e dalla moglie Luisa dal
1948 al 1995.

 

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